MIND AND BRAIN

2+2

Ma quanto sembra facile fare due più due?

La risposta ci viene quasi naturale, istintiva, non ci pensiamo neanche a fare il calcolo vero e proprio, anzi a volte se vogliamo indicare una cosa davvero banale diciamo proprio: “è come fare due più due”. Diversamente, per il nostro cervello la questione è decisamente molto più complessa, tanto che le nostre attuali conoscenze su come i numeri vengano rappresentati e elaborati dalla mente sono ancora molto limitate. Anche le capacità numeriche, infatti, sono una delle tante funzioni cognitive complesse che stiamo pian piano diventando sempre più bravi a comprendere.

Eppure, la capacità di comprendere e manipolare i numeri è importantissima nella vita di tutti i giorni! Anche se generalmente non ci facciamo caso, proviamo a pensare quante volte facciamo un conteggio durante una nostra qualsiasi giornata: quando ci danno il resto dal giornalaio, quando facciamo la spesa, quando controlliamo il nostro conto in banca, e via dicendo. Certo, se dobbiamo dividere il conto della pizzata tra gli amici usiamo la calcolatrice del nostro cellulare, ma per le tante piccole necessità del momento usiamo sempre e solo le capacità del nostro cervello. Il “guaio”, se così lo vogliamo chiamare, è che il nostro cervello normalmente risolve questi problemi con una facilità ed efficienza disarmanti, tanto che davvero non ci facciamo caso, li diamo per scontati. Due più due, tutto qua.

Ora, cosa succede se le nostre capacità di fare calcoli anche semplici sono naturalmente scarse come nella discalculia evolutiva, o se con gli anni si deteriorano per l’età o per la presenza di una patologia neurodegenerativa? Ebbene, oggi sappiamo che le conseguenze di un calo delle abilità numeriche possono anche essere molto importanti, in particolare se consideriamo le persone anziane o con Parkinson, dove ciò costituisce una forma di fragilità. Infatti, la difficoltà nel gestire operazioni matematiche di base, come contare il denaro, calcolare il resto o tenere traccia delle
spese, può compromettere la gestione economica personale e aumentare il rischio di frodi. Inoltre, problemi nel ragionamento numerico possono ostacolare attività quotidiane fondamentali, come seguire correttamente le dosi dei farmaci o pianificare appuntamenti, contribuendo a un progressivo isolamento e a una maggiore dipendenza dagli altri. Un discorso simile si può fare per le persone con malattia di Parkinson. Infatti, se un tempo questo problema era considerato di tipo prevalentemente motorio, oggi la ricerca ha chiaramente dimostrato che questi pazienti hanno anche dei deficit di tipo cognitivo, tra cui una diminuzione delle abilità di calcolo.

Perché succede?
Perché col tempo le abilità numeriche decadono nelle persone anziane e perché lo stesso fenomeno appare nei pazienti con malattia di Parkinson?
È il risultato di processi simili?
Oppure i due fenomeni per quanto simili sono dovuti a cause differenti?

È quello che cerchiamo di capire con progetto di ricerca NIA