La discalculia evolutiva è un disturbo specifico dell’apprendimento, un disturbo del neurosviluppo, che interessa in modo specifico la capacità di comprendere, rappresentare e manipolare i numeri nonostante un’intelligenza nella norma ed un’adeguata scolarizzazione.
La discalculia si manifesta normalmente nei primi anni di scuola e può persistere in età adulta rendendo complesse attività come gestire il denaro, misurare il tempo o seguire istruzioni numeriche. Infatti, anche se durante l’accrescimento i bambini discalculici normalmente sviluppano delle strategie di compensazione, il loro deficit cognitivo di base rimane.
Diversamente da quanto spesso si crede, la discalculia non è causata da fattori ambientali, emotivi o da una scarsa esposizione all’insegnamento, ma è dovuta ad un’alterazione specifica nei processi cognitivi alla base delle competenze numeriche. Le difficoltà possono riguardare il riconoscimento delle quantità, la stima numerica, la comprensione del valore posizionale delle cifre e l’uso delle procedure di calcolo. La discalculia spesso coesiste con altri disturbi dell’apprendimento, come la dislessia, ma può anche presentarsi in modo isolato. I bambini con discalculia presentano difficoltà nel comprendere i concetti numerici di base, nel memorizzare le tabelline e nel risolvere semplici operazioni aritmetiche, spesso accompagnate da ansia o frustrazione nei confronti della matematica.
Oggi sappiamo che un’identificazione precoce ed un intervento mirato sono fondamentali per ridurre l’impatto del disturbo sul percorso scolastico e sul benessere psicologico del bambino e del futuro adulto. Tuttavia, fino agli anni ’90 la discalculia è stata ben poco studiata da un punto di vista scientifico e quasi del tutto ignorata nella pratica clinica. In Italia, il riconoscimento ufficiale dei DSA è arrivato solo nel 2010, quando il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha emanato specifiche linee guida per tutelare il diritto allo studio degli alunni con DSA. Tuttavia, anche se oggi la Legge 170/2010 prevede appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica, la scarsa conoscenza scientifica di questi disturbi rende difficile una diagnosi accurata ed univoca. Per migliorare il quadro diagnostico e le possibilità terapeutiche delle persone con discalculia (bambini ed adulti) è necessario capire di più sul funzionamento del loro cervello quando sono impegnati con semplici calcoli. Anche questo fa parte del nostro impegno di ricercatori interessati alla cognizione numerica.