Il Progetto nia

Mind and Brain 2+2

Numeracy in Aging (NiA)

A multidisciplinary study on numerical abilities dynamics in healthy and pathological aging.

(Le abilità numeriche durante l’invecchiamento (NiA).
Uno studio multidisciplinare sulla dinamica delle abilità numeriche nell’invecchiamento normale e patologico.)

Questo è il titolo del progetto di ricerca finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nel 2022 nell’ambito dei Progetti di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN). Il progetto è frutto di una collaborazione tra ricercatori dei due Atenei Sardi, del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sassari e del Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia dell’Università di Cagliari.
Cosa prevede il progetto e perché è stato ritenuto di rilevante interesse nazionale? La risposta ha a che fare soprattutto con un fenomeno del quale tutti abbiamo sentito parlare: l’invecchiamento della popolazione, ed in particolare col fatto che le persone (fortunatamente) invecchiano sempre meglio. Oggi, infatti, la maggioranza delle persone anziane (oltre i 65-70 anni) svolge un’esistenza attiva, indipendente, e deve fare i conti (è il caso di dirlo) con una miriade di attività dove i numeri sono coinvolti. Infatti, ricordarsi il dosaggio dei farmaci, pagare le bollette, fare la spesa, andare al
bancomat e prelevare la somma necessaria, sono tutti compiti che oggi un anziano svolge in prima persona. Se da una parte questo è un grande successo della nostra società, dall’altra la necessità di gestire quotidianamente cifre e numeri può diventare una forma di fragilità nel momento in cui le abilità numeriche diminuiscono.

Alcune abilità come il vocabolario sono resistenti all’invecchiamento (possono addirittura migliorare con l’età), mentre altre, come il ragionamento concettuale e la velocità di elaborazione, diminuiscono. Tutto ciò avviene gradualmente, senza che il deficit si manifesti in maniera clamorosa, e proprio per questa ragione il problema passa spesso inosservato, creando le basi della fragilità di cui discutevamo più sopra. Calcolare al volo il resto dopo un acquisto, controllare lo scontrino della spesa, tenere sotto controllo il proprio conto in banca… ecco che tutto diventa più complicato, si fanno più errori, è più facile essere imbrogliati.

Un altro punto importante riguarda l’invecchiamento non in salute ed, in particolare, le conseguenze di una particolare patologia neurodegenerativa: la malattia di Parkinson. Grazie ai progressi della medicina, oggi le persone con questo problema conducono una vita molto più attiva ed indipendente rispetto anche a pochi anni fa. Un tempo considerata principalmente una patologia del sistema motorio, oggi sappiamo che anche le funzioni cognitive sono coinvolte nella malattia di Parkinson, ed è stato documentato uno specifico danno delle capacità numeriche. In questo caso, alla fragilità dovuta alla malattia, si aggiunge anche un’altra problematica.

Si può fare qualcosa? Sia nel caso dell’invecchiamento in salute sia nel caso della malattia di Parkinson, la risposta non è semplice (nonostante le tante “ricette miracolose” disponibili su internet). I fattori in ballo sono tanti (l’istruzione, la genetica, l’attività psicofisica quotidiana, etc.), ma di sicuro uno dei punti più deboli è la nostra scarsa conoscenza scientifica di questi fenomeni.

Sappiamo relativamente poco sulle capacità numeriche del nostro cervello, ma una cosa è certa: esistono delle zone cerebrali probabilmente molto antiche (tra cui le regioni prefrontale, parietale e temporale inferiore), specializzate nell’elaborazione dei numeri.

Ad oggi non sappiamo se la diminuzione delle abilità numeriche dipenda da malfunzionamenti specifici di queste particolari zone, né perché ciò succeda in situazioni patologiche come la malattia di Parkinson. Però se si vogliamo davvero progettare delle strategie efficaci per creare un potenziamento cognitivo questa conoscenza è fondamentale, da qui il la rilevanza attribuita al nostro progetto sullo studio.

Cosa esploriamo nel nostro progetto di ricerca?

L’idea alla base del nostro progetto di ricerca è basata sullo studio della funzione delle strutture alla base delle nostre capacità numeriche nei giovani, negli anziani e nei pazienti con malattia di Parkinson, per evidenziare le possibili differenze.
Sappiamo che la cognizione numerica coinvolge un insieme complesso di strutture cerebrali, principalmente localizzate nella corteccia parietale. In particolare, l’area intraparietale (soprattutto il solco intraparietale) svolge un ruolo cruciale nell’elaborazione della quantità numerica, sia nei compiti simbolici (come leggere numeri) che non simbolici (come stimare quantità). Anche la corteccia prefrontale dorsolaterale è coinvolta, soprattutto nelle fasi di apprendimento, nel ragionamento numerico e nella manipolazione di quantità durante il calcolo mentale. Altre aree,
come il giro angolare e il giro fusiforme, contribuiscono al riconoscimento dei simboli numerici e alla connessione tra numeri e linguaggio. L'interazione funzionale tra queste aree consente una rappresentazione astratta e flessibile dei numeri, fondamentale per lo sviluppo del pensiero matematico.

Per esplorare l’attività di questo complesso insieme di strutture cerebrali utilizzeremo differenti tipi di strumenti di osservazione, più precisamente l’elettroencefalografia (o EEG) a cui verrà associato un colloquio con un neuropsicologo che somministrerà dei semplici test, per indagare quali funzioni cognitive entrano in gioco quando si parla di abilità numeriche. Attraverso l’utilizzo di questi strumenti cercheremo di identificare quali aree dell’encefalo si attivano mentre i partecipanti eseguono semplici calcoli oppure mentre vedono delle quantità rappresentate da diversi simboli (come numeri o dita).